• Storia

Inverno 1982

In un pomeriggio grigio e freddo ci trovavamo io ed il mio amico Ben a girovagare per le strade di Roma, con la sola certezza di essere adolescenti e buttarsi a capofitto nella vita, per scoprirne tutte le sue esperienze. Ben aveva ritrovato nel ripostiglio un pallino (has****) che gli era stato regalato dal cugino (Sardo) l'estate precedente. Non avendo l'occorrente, e a corto di esperienza per via dell'età, cominciammo a camminare fino a ritrovarci a piazza Navona.
La prima pipa

La prima pipa

A quel tempo gli ambulanti, per lo più di diverse etnie, vendevano oggetti caratteristici dei propri paesi.

Poco prima cominciai a leggere i libri di Carlos Castaneda; ne restai affascinato e totalmente coinvolto, soprattuto dal dialogo con Don Juan.

Immersi nella piazza tra turisti, artisti di strada pittori e cartomanti, vidi su un lenzuolo bianco... la PIPA.

Mi avvicinai e con voce timida chiesi il prezzo. Il venditore, senza batter ciglio mi disse: 5 mila lire.
Essendo tutto quello che avevo in tasca, pensai che metterli insieme mi era costato un pò... ma non esitai!

Probabilmente la forma, o l'energia dell'uomo che la vendeva, sta di fatto che presi i soldi e li consegnai all'uomo, che a quel solo puntò mi guardò in faccia e mi scrutò con aria incuriosita. Mi sentivo più sollevato al pensiero di avere una pipa tutta mia. Contento io ed entusiasta Ben ci allontanammo in fretta per andar a far funzionare il tutto.

Arrivammo a piazza Ugo La Malfa e finalmente convinti di accenderla preparammo tutto l'occorrente.

I prosperi erano stati prelevati dalla cucina di Ben, mentre per il tabacco estrapolato da una sigaretta chiesta ad un passante che offrendocela ci guardò con aria perplessa.

Non appena il primo prospero si infuocò, all'improvviso una donna con modi gentili ci invitò di qualche metro, visto che lì lei praticava il mestiere più antico del mondo.

Da quel momento decidemmo di fumarla camminando, arrivando così in un bar in via Marmorata.

L'evoluzione della collezione

L'evoluzione della collezione

La seconda pipa me la portò mio fratello Luigi da Christiania, Copenaghen. Capirete l'entusiasmo nel vederla, e al pensiero che mi sia stata donata. Corsi a metterla vicino alla numero 1.

La terza la comprai in una bancarella in occasione di un concerto Reggae. Da quel momento in poi non mi sono più fermato. Ancora oggi quando vedo un oggetto stravagante a forma di pipa si innesca immediatamente la voglia di ampliare la mia collezione.

Mia moglie non capiva la mia passione, interrogandomi sull'utilità di tutte quelle pipe dal momento che non le fumo. Con il passar del tempo anche lei ha imparato ad essere partecipe comprandomene una.

Oggi i miei figli le guardano, con occhi diversi dai miei alla loro età, essendo figli della generazione di internet, in cui la conoscenza e l'abbondanza è alla portata di tutti, ma comunque con occhi curiosi.

Ne ricordo per ognuna, esattamente l'origine, il prezzo e chi me le ha regalate.